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Il fascino di lavorare e vivere in una città appartiene alla condizione dell’uomo di ogni tempo. Da sempre, scrittori, artisti, filosofi e studiosi in genere, si sono posti la “questione della città”, puntando l’attenzione alla qualità dei rapporti, alla felicità della persona legata ai diversi significati che la vita in una città comporta. Per scoprire, una di volta di più, l’attualità del nostro impegno.

L'altra Palermo

 

Laltra-Palermo-Avvenire201

Città Nuova e Avvenire ci raccontano, con due differenti articoli, il fermento nel quartiere Zen di Palermo.

Alessandra Turrisi ci porta alla scoperta “dell'altra Palermo”, dove artisti e volontari si muovono alla riconquista di uno dei quartieri più “caldi” della città, mentre Amanda Cima racconta un viaggio che si fa testimonianza, dove è possibile dimostrare non solo che qualcosa può cambiare, ma che è vero: “quando i riflettori si accendono sulla cronaca, tutto il resto spesso resta in ombra”, soprattutto il lavoro di gente che, nel silenzio, fa rinascere la città.
Palermo è tanto, è molto di più, e vale la pena intraprendere questo viaggio appassionante.

Potete scaricare o leggere l'articolo di Avvenire del 29 Giugno 2010 qui, mentre per l'articolo di Città Nuova cliccate qui.

 

©Foto Copyright "Avvenire", all rights reserved.


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Milano-Torino, per pensare in positivo

MilanoSu Città Nuova on line sono di scena Torino e Milano.  Cliccando sulle pagine web della rivista, è possibile leggere un articolo di Silvano Gianti dal titolo “Non possiamo stare a guardare . Gianti racconta come il fondo famiglia-lavoro istituito dal Card. Tettamanzi ha aiutato quasi 3mila famiglie e distribuito fondi per circa 6 milioni di euro. Uno stimolo per la Milano individualista ad aprire i propri orizzonti.


Torino

 

Basta scendere un po' più in basso e l'articolo "Torino, capitale della fraternità". Michele Genisio racconta come la città sabauda sta scoprendo nell’ostensione un’occasione affascinare migliaia di turisti ma non solo: capitale del barocco e regina del gusto, Torino ha le carte in regola per divenire capitale della fraternità.


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Can We Design cities for happiness?

Enrique-Penalosa

Vi proponiamo di seguito un interessante articolo in lingua inglese apparso sul blog Shareable cities.
Enrique Penalosa è stato per tre anni sindaco di Bogotà, in Colombia. Dalla sua esperienza politica, durata fino al 2001, ne ha tratto un messaggio che ora va diffondendo in tutto il mondo su come migliorare la qualità della vita per tutti coloro che vivono nelle città di oggi.

Forte dei successi del suo mandato politico, Penalosa  intende presentarsi come un faro di speranza per le città del mondo in via di sviluppo destinate, con le loro povertà e problemi, ad assorbire gran parte della popolazione mondiale nei prossimi cinquant'anni.

Ecco perchè Penalosa usa frasi come “qualità della vita” o “giustizia sociale” per descrivere l'impegno di offrire ai poveri i servizi pubblici di prima classe e piacevoli luoghi pubblici; sono solo i primi esempi di una progetto ben più complesso per fare in modo che la felicità diventi davvero un bene comune a cui tutti possono avere accesso.

Leggi qui l'articolo completo


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Rassegna stampa: Il miracolo del Laurentino

Image_3E' proprio una bella storia quella pubblicata sul giornale “Avvenire” del 29 Aprile 2010: si racconta di Alfredo Tonelli, ex-autista ora in pensione, che dedica le sue giornate ai ragazzi del quartiere Laurentino 38 a Roma per realizzare un piccolo miracolo in mezzo al cemento, la Polisportiva Joyce: nel quartiere non c’è un altro posto dove andare per i ragazzi con storie familiari spesso difficili, fatte di droga, carcere e violenza.
“Sono ragazzi ai quali nessuno ha mai dato nulla”- racconta- “e sono capaci di commuoversi anche solo se gli regali un paio di guantoni per giocare in porta”.
“Sor Tonelli” come è chiamato da tutti qui, è stato da poco insignito del IX Premio Leonardo Murialdo- una vita per la gioventù  per “aver portato il calcio nei quartieri periferici della Capitale, con lo scopo di dare ai ragazzi un’alternativa alla strada”.

Leggi qui l'articolo di Avvenire.

©Copyright Avvenire, all rights reserved


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Nuovi articoli su Living City

Living-City-April2010

 

Di seguito pubblichiamo in lingua inglese i PDF degli ultimi articoli apparsi su "Living City" di Aprile 2010.

 

Scarica gli articoli di Cubed Love, Principal Performance , Education in diversity.

 

 

 

 

 


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Novità su Città Nuova on line

Sfogliando gli ultimi numeri della rivista Città Nuova, è possibile conoscere storie, volti e luoghi delle nostre città.

Sul numero 6/2010 è possibile leggere “So una notizia bellissima…”  Gianfranco Manganella, “pensionato dal cuore giovane” ci racconta il suo impegno contro l’anonimato in un quartiere di Roma. Sulla rivista trovate l’articolo a pag. 38.

A pagina 46 invece, Sara Fornaio ci fa conoscere un altro volto di Napoli, molto diverso dal solito stereotipo di rifiuti e camorra: è una narrazione che mostra ciò che è più vero nella città partenopea: il cuore. Per scoprire il "Cuore di Napoli", puoi cliccare qui.

Facciamo un passo indietro, e andiamo a scoprire, sul numero  5/2010 un interessante articolo di Elena Granata su Milano e gli extracomunitari. Via Padova è una di quelle vie che anche i tassisti si rifiutano di percorrere, una di quelle zone multietniche per eccellenza che richiede un intervento pubblico a tutto campo.  I recenti fatti di attualità non si possono comprendere in pieno se non “entrando” dentro la vita degli immigrati che, arrivati a Milano con un sogno, hanno trovato solo sconfitte ed emarginazione. Leggi l'articolo qui.

In occasione dei dieci anni del conferimento della cittadinanza onoraria di Roma a Chiara Lubich, viene riproposto qui il pensiero della fondatrice dei Focolari sulla “vocazione” di Roma, attraverso stralci di interviste e discorsi di quegli anni. Puoi scaricare dal nostro sito il suo discorso integrale alla città di Roma, tenuto in Campidoglio il 22 Gennaio 2000, cliccando qui.


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Fiducia e paura nella città

Buenos-Aires

Un  volume che raccoglie tre saggi del noto sociologo polacco, che pongono in discussione la vita quotidiana delle persone nella grande città. Nell'era del villaggio globale, i grandi centri sono quel bivio tra possibilità e frustrazione, tra degrado e sviluppo, tra felicità e paura, dove “zampillano i problemi”, ma dove risiede la più grande creatività per rendere “più umana la società degli uomini”.

di Paolo Balduzzi


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Leggi tutto: Fiducia e paura nella città

 

Una candelina, 60 città

Citt-per-la-fraternit“Creare una rete di dialogo e confronto tra comuni ed altri enti locali - non solo italiani - che sentono, nell'ambito del più vasto complesso lavoro di tipo politico-amministrativo, di promuovere la pace, i diritti umani, la giustizia sociale e specialmente la fraternità universale". E’ nelle parole del suo presidente, il sindaco di Rocca di Papa Rosario Boccia, che si scopre la finalità dell’Associazione Città per la Fraternità, nata il 4 Dicembre 2008 ispirandosi alla vita, al pensiero e all'azione di Chiara Lubich che ha fatto della categoria della fraternità, una reale via di unità e concordia.
Un anno dopo, nel Dicembre 2009, un convegno nella cittadella di Loppiano (Incisa Valdarno-Fi), ne ha tracciato un primo bilancio.
Paolo Senesi ne ha scritto per la rivista Città Nuova.  Vi proponiamo il testo, che potete scaricare collegandovi al link:

http://www.cittanuova.it/contenuto.php?idContenuto=21900&TipoContenuto=articolo&idSito=1


Paolo Balduzzi


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Il benessere nella città



michele_serniniMichele Sernini (1936-2007) ha insegnato Gestione urbana alla Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. In precedenza aveva insegnato nelle aule dello Iuav di Venezia ed era considerato un’insigne luminare nel suo campo. Intorno alla metà degli anni sessanta, studiando per un grande comune i problemi inerenti la città, le infrastrutture di trasporto, la pianificazione,  si è appassionato a tutte le tematiche legate alla vita urbana e metropolitana, diventando uno dei più illustri “urbanisti” e teorici della tecnica e della pianificazione urbanistica. Nei suoi studi ha rivolto particolare attenzione alle connessioni che, in materia di territorio, esistono o vanno stabilite tra società, pratiche amministrative e politiche di governo o di piano, e interventi analitici e progettuali propri dell’architettura.

Sapeva far nascere curiosità, stimolare interessi: dalla sua borsa magica uscivano libri a noi sconosciuti, nelle sue lezioni toccava anche discipline diverse dai saperi del territorio che costituivano il nostro riferimento”, così lo ricorda un suo studente al momento della morte.


il_benessere_della_cittNel testo che vi proponiamo di seguito, Sernini racconta “il benessere della città”: “Una cosa è parlare del benessere della città (…) altra cosa è parlare del benessere dei cittadini, di cui pure l’amministrazione della città dovrà occuparsi”  - afferma lo studioso che, spaziando dalla storia, alla filosofia, alla sociologia e al diritto, ci aiuta a riflettere su alcune fondamentali dinamiche che riguardano le nostre città. Con quella libertà e indipendenza che gli erano proprie e che traspaiono anche da queste righe.

E’ possibile scaricare il testo alle pagine web: www.sernini.net/governo/modena/modena.htm


Paolo Balduzzi, 10.II.2010

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Istanbul la città dell'incontro inevitabile


instanbulDal 16 Gennaio la città turca è capitale europea della cultura

Franco La Cecla (Palermo, 1953) è architetto e docente di antropologia culturale in Italia e all'estero. Nei suoi lavori ha affrontato il tema dell'organizzazione dello spazio contemporaneo nell'armonia tra locale e globale, ponendo una particolare attenzione alle soglie, ai confini tra le culture.
Il prof. La Cecla ha recentemente pubblicato un interessante articolo sulla città di Istanbul, dal 16 Gennaio capitale europea della cultura.
“Queste colline”- così conclude l'articolo - “sono in realtà un affacciarsi sul destino dell'Europa, sul senso dell'apertura inevitabile tra culture, sul senso soprattutto dell'essere giovani oggi, sulla caduta fortunata di frontiere, sulle occasioni generose di strade e spazi pubblici dove si incrociano minigonne e veli, gendarmi e studenti Erasmus, spagnoli e italiani, e ovviamente anatolici con in testa le gerle del pane di sesamo che qui scandisce le mattine”.

Visualizza l'articolo completo alla pagina web: clicca qui


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