Di Paolo Balduzzi- da Montecatini Terme (Pt)
di Paolo Balduzzi - da Roma
Da Londrina (Brasile) - testo raccolto da Paolo Balduzzi
di Paolo Balduzzi - Roma
Progetto città
Lavori in corso: da Cityfest a Progetto Città
Come avrete notato, e come vedrete anche nei prossimi giorni, stiamo apportando alcuni cambiamenti al nostro sito, a cominciare dalla testata. Da quando è iniziato, il nostro lavoro per la città ha contribuito, in ogni parte del mondo, a rendere i centri in cui viviamo sempre più in grado di rispondere a quelle necessità che ogni persona, ogni gruppo o comunità, sente sempre più impellenti: esigenze di solidarietà, di legami veri e profondi, di servizi offerti che abbiano al centro il bene della persona, dove è possibile avere fiducia per il futuro, ma non solo: è un progetto che fa della fraternità universale, una categoria sempre più adatta ai nostri tempi e ai nostri luoghi.
Un progetto è qualcosa che si sviluppa nel tempo, che ha un inizio, un compimento, ma soprattutto è un percorso che porta avanti idee, iniziative, azioni che, come mattoncini, costruiscono mano a mano la casa che vogliamo abitare. In pratica stiamo davvero “gettando avanti” un nuovo modo di vivere e intendere la città, con dei risultati imprevedibili, all'avanguardia sotto tanti punti di vista, e le storie che mano a mano stiamo pubblicando, e che speriamo di potervi offrire a un ritmo ancora più veloce, testimoniano proprio questa vitalità in corso.
Ecco perchè da oggi, sentendolo più rispondente al fine ultimo che vogliamo raggiungere, chiameremo il nostro piano “Progetto Città” e non più “Cityfest”.
Un piccolo cambio di termini al quale sarà facile abituarsi, ma che non muta nessuna virgola di questo sito, e soprattutto l'impegno a rendere le nostre città veri luoghi di fraternità.
La redazione
Aforismi/2

Giordani in ‘Le due città’, affermava: “In politica, quali che ne siano le strutture, le ideologie e le denominazioni, si perde gran parte del tempo, - e si perde salute e ricchezza e anche la vita – perché non si riesce a costruire l’accordo tra i cittadini e tra gli stessi dirigenti: l’egoismo apre continue frane sino a ridurre la città, quasi preludio a bombardamenti dall’alto, a un cumulo di rovine morali, città dei morti, dove gli uomini s’aggirano a mò di fantasmi, al lume di fuochi fatui.”
Giordani, ‘cristiano ingenuo’ come amava definirsi, sa dove solo si può trovare nuova linfa per le città: “E invece il Vangelo esige una città di vita (…), dove la morte e morta”. (Igino Giordani, Le due città, p. 405)
La cittadinanza non dovrebbe essere un bene gratuito, ma un'impresa comune, una condizione e un'identità che stabilisce sia diritti sia responsabilità sociali. Ciò vale per coloro che cercano di diventare cittadini così come per coloro che già lo sono. ( Diversità nell'Unità - Manifesto della Rete Comunitaria Cf. il documento sul sito web: http://www.gwu.edu/~ccps/dwu_positionpaper_italian.html)

Aforismi/1

La demagogia adula il popolo incoraggiando la sua forza elementare; la demagogia degrada il popolo a livello di massa. La massa è una materia grezza, uno “starsene lì” come materia: significa una degradazione perché allontana la realtà-popolo, che è una realtà umana, dall’aspetto in cui la realtà umana raggiunge il suo splendore, la possibilità di vivere come persona. Il che implica responsabilità e coscienza. Il demagogo, dunque, disprezza il popolo in maniera cosciente o meno, come ogni adulatore disprezza chi adula. E la sua finalità è solo quello di ridurre il popolo a massa, di degradarlo a livello di massa per poterlo dominare. Ed essere lui l’unico individuo di fronte alla massa, al di sopra della massa. ( Maria Zambrano, Persona e democrazia)
“Le città sono divenute discariche per i problemi causati dalla globalizzazione. I cittadini e coloro che sono stati eletti come loro rappresentanti, vengono messi di fronte a un compito che non possono neanche sognarsi di portare a termine: il compito di trovare soluzioni locali alle contraddizioni globali”. (Z. Bauman, Fiducia e paura nella città, pag. 19, Mondatori, 2005.)
La cultura della vita
“Nella famiglia la vita dell’altro è preziosa quanto la propria? Ecco il seme di quella cultura della vita che deve informare le leggi e le strutture sociali”.
La vita biologica, dal concepimento alla morte, possiede una dignità intrinseca, che conferisce alla persona un valore in sé. Questa dignità risulta dalla singolarità psico-biologica, che è un dato scientifico oggettivo, su cui si concorda. Proprio questa unicità permette di cogliere il valore di ogni persona, della sua interiorità, di ciò che esprime, al di là di possibili divergenze filosofiche, religiose o ideologiche. Ogni persona rappresenta un aspetto irripetibile e singolare della ricchezza stessa della vita e può esprimere pienamente se stesso nella misura in cui il contesto ambientale e culturale lo consente. Di fronte alle continue scoperte della scienza e della tecnica emerge la necessità di orientare sempre più la società a promuovere una cultura della vita in tutte le sue espressioni, fasi e condizioni. Il valore della vita unanimemente condiviso dovrebbe essere il fondamento di ogni impegno politico e sociale.
A questo riguardo, proviamo ad evidenziare ciò che già esiste:
1) Ci sono nella tua città iniziative culturali, legislative, istituzionali, di volontariato, che esprimono un’attenzione particolare alle fasi iniziale e terminale della vita?
2) Ci sono nella tua città esperienze di professionisti sanitari, di ricercatori, di cittadini, che vengono percepite come innovative in ambito sanitario e che guardano al paziente non solo da un punto di vista bio-medico (malattia – diagnosi – terapia) ma come persona nella sua totalità?
3) Ci sono nella tua città istituzioni o esperienze di volontariato che, valorizzando l’attitudine dei cittadini alla solidarietà, contribuiscono al percorso di salute e alla partecipazione alla vita comunitaria dei malati, dei disabili, degli anziani e delle loro famiglie?
4) Ci sono agenzie sociali che sostengono lo sviluppo di servizi per persone affette da specifiche patologie?
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