Il benessere nella città
Friday, 12 February 2010 11:57
Michele Sernini (1936-2007) ha insegnato Gestione urbana alla Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. In precedenza aveva insegnato nelle aule dello Iuav di Venezia ed era considerato un’insigne luminare nel suo campo. Intorno alla metà degli anni sessanta, studiando per un grande comune i problemi inerenti la città, le infrastrutture di trasporto, la pianificazione, si è appassionato a tutte le tematiche legate alla vita urbana e metropolitana, diventando uno dei più illustri “urbanisti” e teorici della tecnica e della pianificazione urbanistica. Nei suoi studi ha rivolto particolare attenzione alle connessioni che, in materia di territorio, esistono o vanno stabilite tra società, pratiche amministrative e politiche di governo o di piano, e interventi analitici e progettuali propri dell’architettura.“Sapeva far nascere curiosità, stimolare interessi: dalla sua borsa magica uscivano libri a noi sconosciuti, nelle sue lezioni toccava anche discipline diverse dai saperi del territorio che costituivano il nostro riferimento”, così lo ricorda un suo studente al momento della morte.
Nel testo che vi proponiamo di seguito, Sernini racconta “il benessere della città”: “Una cosa è parlare del benessere della città (…) altra cosa è parlare del benessere dei cittadini, di cui pure l’amministrazione della città dovrà occuparsi” - afferma lo studioso che, spaziando dalla storia, alla filosofia, alla sociologia e al diritto, ci aiuta a riflettere su alcune fondamentali dinamiche che riguardano le nostre città. Con quella libertà e indipendenza che gli erano proprie e che traspaiono anche da queste righe.E’ possibile scaricare il testo alle pagine web: www.sernini.net/governo/modena/modena.htm
Paolo Balduzzi, 10.II.2010
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Viscerale, un grido dalle banlieue
Monday, 11 January 2010 11:58
“Nelle viscere della città ci sono ferite molto profonde e lacrime che ci obbligano a essere come pietre. Ma c’è anche la speranza che ci fa vivere e c’è anzitutto l’amore”. Così racconta il giovane scrittore di origine africana Rachid Djaïdani a riguardo della suo ultimo romanzo pubblicato recentemente in Italia per i tipi della Perrone, con il titolo “Viscerale, un grido dalle banlieue”.
La storia del piccolo Lies è fatta di discriminazione, di vita dura nella banlieue parigina, dove la realtà spigolosa e amara della solitudine rischia di rendere vani i sogni più normali per ogni essere umano. Poi accade la svolta che prelude l’occasione di una vita.
Il romanzo è il filo appassionante di una ricerca della verità e delle bellezza, di un riscatto per sé stessi e per gli altri che rendono il lettore partecipe di una realtà difficile comune a molti sobborghi delle nostre città, che però non lascia l’amaro in bocca. Perché “nella giungla della banlieue crescono anche i fiori”.
Vi proponiamo in allegato l’intervista rilasciata da Djaïdani al quotidiano italiano “Avvenire”, lo scorso 9 Dicembre.
Paolo Balduzzi
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